BON TON IN MONTAGNA

BON TON IN MONTAGNA

di Nicola Santini- esperto di etichetta e autore di NON LO FACCIO PIU’

Look ad alta quota non ti temo

 

In questa stagione (minimo) due giorni con la neve sotto ai piedi o fuori dalle finestre, non si negano a nessuno, nemmeno a quelli (come me) che non amano il freddo o gli abiti troppo pesanti.

Tralasciando i look da seggiovia che non sono esattamente la mia “partita”, voglio pensare a tre ipotetiche valigie al femminile divise in località per gestirsi il dopo sciata tra locali, belle case e party ad alta quota. Sì perché i week end da montagna sono ancora tanti e non ha senso sprecare i look in un unico dress code, meglio fare zapping tra le varie opzioni.

 

Tarvisio. E’ a due passi se siete in Friuli Venezia Giulia. Il viaggio è indolore. Elegante ma non mondanissima. Selettiva quanto basta per farvi capire che il piumino dopo le 7 nemmeno per portar fuori il cane dallo chalet. Vive di aperitivi, e di passeggiate, va a letto presto. Poco più avanti c’è l’Austria. Questo significa che la lana cotta la farà da padrona: su giacche infeltrite ma chic, su gonne sotto al ginocchio rosse o carta da zucchero, sulle pochette con i bottoni in legno o osso o sui profili di certe giacche. Quelle austriache, in automatico, da sdramatizzare anche con top o guanti di velluto nero, a seconda dell’umore. I jeans rimangono a casa, i pantaloni di fustagno in tutti i grigi che volete. I gioielli, uno alla volta, preferendo una spilla a un orecchino che rischierebbe di impigliarsi al colbacco.

Due ore di strada in più e siete a Cortina. Le notti si allungano e forse anche le gonne. La regina delle Dolomiti vive di contrasti: se la gonna è maxi, il pull è micro, se la felpa ha le paillettes, il pantalone a sigaretta è super basic. A fare da collante è il colore che vive di sfumature e ton sur ton: verde malva con verde salvia, verde cipresso con verde abete, shatoosh corteccia con twin set tabacco e così via. Sopra a tutto lasciatevi ossessionare da sciarpe oversize e mantelle. Se avete portato il piumino sulla funivia tutto il giorno, avete diritto a una giacca elegante e possibilmente un po’ vissuta con qualcosa che si leva e si mette a seconda della temperatura. Spritz sul corso per il vipwatching rimane su, gossip vicino al camino, si mette via. L’abito tipico ampezzano solo se ci avete fatto le vacanze dall’asilo in poi senza saltare una stagione.

Per chi ha più tempo e non teme i kilometraggi più impegnativi, eccoci a St Moritz. Rieccoci in lana cotta profilata in tutti i colori che volete e bottoni in ossa di cervo, in tweed, in astrakan, in ciniglia, in velluto nero. La partita si chiude sempre palla al centro tra nostalgiche e nuove arrivate. Intorno alla stessa stufa in maiolica troviamo le blogger con i pantaloni di pelle, le cuccinelle (vestite Cucinelli dalla testa ai piedi) e la Gucci, intendendo non quelle che hanno svuotato la boutique, ma quelle della famiglia Gucci, storiche “aficionados” della località turistica. Lo stile non è democratico ma variopinto, come il traffico dei cachemire da 8 fili in sù, delle tonalità delle scarpe da uomo anche sulle donne e dei guanti di camoscio al gomito sempre pronto a tendersi non per un brindisi ma per un selfie.

Se pianificate di andarci una volta e mai più assicuratevi un dolce vita color panna, un pantalone di camoscio scuro e un mocassino. La pelliccia solo nei dettagli, la treccia solo nelle fiabe.   

 

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