BON TON IN CASA

BON TON IN CASA

di Nicola Santini- esperto di etichetta e autore di NON LO FACCIO PIU’

Stiamo in casa, ok, ma con stile

La sosta (o la convivenza) forzata ormai estesa e metabolizzata da tutti apre spunto a una riflessione che spero venga interpretata come consiglio.

Ci si veste per se stessi o per gli altri?

Se siete parte della prima squadra sono contento, vivrete questo periodo imposto con eleganza, divertimento, creatività. Se siete della seconda squadra sono qui per voi: questi giorni rischiano già di per sé di essere tristi, preoccupanti, avvilenti. Collaboriamo con la vita non con il dramma, perché lasciarsi andare solo perché non c’è una platea non ha davvero senso.

Tutti noi abbiamo vestiti declassati ad essere indossati lontano da occhi indiscreti, ma i nostri dove li mettiamo? Non i vestiti, ma gli occhi! Ciabatte non più proponibili a bordo piscina, pantaloni banditi dalle palestre e golf sformati non miglioreranno la qualità del nostro soggiorno in casa, piuttosto lo renderanno più cupo. Ecco perché quando ho intuito la malparata la prima cosa che ho fatto è stata liberarmi di tutti i capi che non avessi messo negli ultimi 2 anni destinandoli ai più bisognosi. Ok, nessun merito, avrei dovuto farlo prima, ma voglio mettere a fuoco i benefici di trattare la quarantena, che ormai sa più di cinquantena, come un momento dove già troppe cose si fermano, e non c’è alcun motivo per frenare lo stile.

Lo dico pensando anche e soprattutto a chi fa smart working: scegliere un look più comodo ma non sciatto è una soluzione che a parer mio facilita anche la concentrazione. Una video chiamata, poco consueta un tempo, oggi può arrivare anche senza quello che dovrebbe essere un doveroso preavviso. Ecco, cercate di non dimenticare il bon ton anche in questi casi, però fatevi trovare preparati: capelli con il mollettone o canotta per il manager non danno una buona immagine. E poi non esiste nemmeno la scusa di mancanza di tempo, senza sottovalutare il potere sul nostro equilibrio di tutte quelle attività, vestirsi in primis, che riguardano la cura di sé.

Torno un attimo dalla prima squadra per un’appendice: vestirsi per sé stessi non significa tacchi a spillo o cravatta d’ordinanza alle 8 di mattina anche in questi giorni.

La linea guida più indicata è il look da Casual Friday: tessuti comodi ma tagli curati, accostamenti pensati anche se l’effetto finale è casual. L’ideale sarebbe pensare a un lungo (chissà quanto) week end a casa di amici. Insomma comodi per poter passare dalla tavola al divano senza doversi sentire compressi ma nemmeno usciti dalla carovana di uno zingaro.

In pillole:

Per lui va bene anche il golf senza camicia e i jeans invece dei pantaloni classici. Le scarpe in casa siano sempre diverse da quelle che si usano per uscire per fare la spesa. Anche, dicono, per ragioni più serie. La polo può sostituire la camicia sotto la giacca per chi si sente in divisa quando deve lavorare. Il bon ton peraltro ricorda che la camicia da sola non si mette (fuori dalla spiaggia), la polo invece sì.

Per lei la scarpa si fa comoda, il tacco minimo, il twin set trionfa, così come il pantalone comodo ma di buon taglio. E per chi vivrebbe soltanto in tuta una raccomandazione: una cosa è la tuta da ginnastica, da jogging, una quella da casa. Se non c’è il bilanciere nei vostri programmi ma la bilancia per pesare la farina dell’ennesima torta fatta in casa guardando i tutorial, non è del Se poi in questi giorni capitano occasioni speciali, come compleanni o anniversari, perché non trasformare la tavola di tutti i giorni in una tavola di festa o in un romantico tète a tète, musica e luci basse potrebbero stupirvi, e in tal caso anche vestirsi per l’occasione contribuisce a calarsi nella giusta dimensione. E poco importa se i passi dalla cucina al soggiorno o dal divano letto al tavolo in un monolocale sono pochi. Guardarsi allo specchio con una luce diversa regalerà un’ora o due in più di diversivo.

Infine, visto che di tempo ce n’è ragioniamo sulla cromoterapia, ossia sul potere che i colori hanno sul nostro umore. Chissà che non sia di spunto per fare la giusta scelta nel nostro armadio in cui sembra sempre che non si trovi niente da mettere. Il verde, colore della natura, simboleggia l’armonia e la calma. Abitate in un appartamento dove non ci sono piante o un terrazzo e non vedete l’ora di tornare a passeggiare in un parco? Il verde aiuterà, almeno secondo la cromoterapia. Il blu è l’altro colore calmante, tranquillizzante. È il colore del mare, se schiarisce e diventa azzurro è quello dell’equilibrio e del sollievo. Sarà per questo che la camicia d’ordinanza per chi lavora molto in ufficio è azzurra? Pensiamoci! Il rosso è la passione, il fuoco, la forza e il calore. Se siete depressi, un golf rosso o un abito vi tirano su il morale. Avete mai visto Babbo Natale depresso? Il giallo è la concentrazione ma anche la gioia, l’appetito, la protezione. Tanti fiori di questa stagione sono gialli. A partire dalla Mimosa, primo fiore che anticipa la primavera e la nuova campagna primavera-estate firmata “Land of Fashion”. Sono anche i colori di molti outfit proposti in tempi non sospetti per questa stagione. Fossero anche un placebo, perché rinunciare?

 

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